L’Uccello Blu (ADR): 539

La stiva pesa come la torre del cielo tra i giardini pensili

Nella bisaccia di sei anni porto con me il vessillo nero                                                                                   La docile preda della spiaggia gelata per il lutto acerbo

La notte è la torre del cielo vacillante tra le rovine                                                                                         Del gladiatore nell’arena del circo circondato di stelle

 Del tempio imbevuto di nuvole e di edera

Alla fine la legione nera sarà l’acqua del chiostro di agate

Combattendo contro la libertà sulle mura di Irùn la morte ci raggiungerà lo stesso                Impastata col sangue e col sudore la dama nera non conosce mai sconfitta

L’arcolaio tesserà il mosaico del pianto delle cattive coscienze                                                               Per l’orrore di ciascuno vinto alla fine dalle proprie ossa

 Il salice pende silenzioso sul lago quando io ho fretta di morire

Per altre composizioni,voce L’Uomo, su: http://www.adierre-artgallery.com

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