La gabbia di ferro di Pound

Dal 1941 al 1943 Pound realizzò a Roma per la radio italiana numerose trasmissioni in inglese in cui accusava gli angloamericani e la finanza internazionale di aver provocato la guerra contro i paesi che si erano ribellati al giogo dell’usura. Trasmesse in Gran Bretagna e Stati Uniti, queste trasmissioni gli valsero un’incriminazione per tradimento da parte del governo americano. Il 3 maggio del 1945 due partigiani lo prelevano per condurlo al comando alleato e da lì, dopo due settimane di interrogatori, viene trasferito a Pisa nelle mani della polizia militare,nel campo di prigionia dell’esercito americano a Metato. Per tre settimane rimase rinchiuso in una gabbia di ferro, esposto al sole di giorno e agli accecanti riflettori di notte. A fine novembre fu trasferito in aereo a Washington per il processo. In seguito a una perizia psichiatrica che lo dichiarò infermo di mente, il processo fu rinviato e Pound fu internato nell’ospedale criminale federale (sic!) di St. Elizabeths di Washington. Ecce homo.

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