L’Uccello Blu (ADR): 274

Le fiamme del cipresso cantano il grido di tutti gli elementi

La stanza senza chiave conosce la lapide del colombo                                                                                    Ricordo la regina degli zingari dallo sguardo biondo

Un mondo immaginario alla fine della strada tra diamanti

Di cera per sciogliere le campane impagliate                                                                                                          Con le mani intrecciate alla ringhiera del ponte

Osservo il profilo del quarto di luna sui torrenti gemelli

Vanno e vengono i treni nella luce notturna di ogni scomparto                                                                   Sui tronchi mutilati da ogni desiderio già prosciugato

La vita non è che un vano agitarsi prima della fine

Su un teatro vuoto privo di spettatori

E’troppo tardi per offrire un cuore da divorare                                                                                                    I lupi hanno già bevuto il mio sangue al cospetto della notte

 Per altre composizioni,voce L’Uomo, su: www.adierre-artgallery.com

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