Archive for ottobre 2010

L’Uccello Blu (ADR): 658

31 ottobre 2010

Ho gettato la chiave dei lombi uncinati dietro il mandorlo

Carico di neve pugnalando l’amore allo specchio

Degli sguardi colorati e dei vetri appannati                                                                                                        Sul carro nero della primavera cavalcando la pantera ubriaca

Il cespo di unghie sboccia su un mondo senza pentimenti                                                                          Appeso al sorriso verticale dallo sguardo biondo

Abdicare senza esitare e senza la viltà dei legami estranei                                                                               Non c’è casa dove potere andare dentro il freddo del cielo

Dall’orecchio geometrico pendono impiccati i cancelli del parco

Per altre composizioni,voce L’Uomo, su: http://www.adierre-artgallery.com

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La circolarità che non porta a nulla

30 ottobre 2010

(OMISSIS)………’Nello spirito della tradizione, la trasmigrazione è vissuta come una specie di inferno, perché è vista come alternanza indefinita di situazioni ora alte ora basse, ora luminose ora vili, alternanza infinita di speranze e di delusioni. In questa nozione è fortemente sottolineato l’aspetto della circolarità, di una circolarità che non porta a nulla. Il sigillo della sofferenza vi si imprime con un significato tutto particolare. Certe immagini che nell’India antica sono usate a quest’effetto ne rendono perfettamente la tonalità: penso, ad esempio, all’immagine dell’asino o del bue dagli occhi bendati, che gira in tondo ogni giorno, azionando un argano che cava acqua da un pozzo. L’animale subisce il lavoro impostogli con rassegnazione e lo compie indefinitamente, sotto la frusta del suo padrone, con una sorta di tristezza e di avvilimento senza speranza. Dunque la continuazione della nostra esistenza da una forma all’altra, da un corpo all’altro, è sentita nel pensiero indiano tradizionale come una specie di maledizione, come un circuito senza fine da cui si aspira a uscire’. Michel Hulin

Herman Hesse, Demian

30 ottobre 2010

Ogni uomo però non è soltanto lui stesso è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo si incrociano una volta sola, senza ripetizione.

Hermann Hesse – Imagination

30 ottobre 2010

Se tracci col gesso una riga sul pavimento,

è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.

Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.

Se fai finta che la fune non è altro che un disegno

fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.

Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.

ATTILA JOZSEF,1937-Behold I have found my land

30 ottobre 2010

Behold, I have found my land, the country

Where my name’s cut without a fault

By him who is to bury me,

If he was bred to dig my vault.

Earth gapes: I drop into the tin,

Since the iron halfpenny,

Which at a time of war came in,

Has outlived its utility.

Nor is the iron ring legal tender.

New world, land, rights: I read each letter.

Our law is war’s, the thriftless spender,

And gold coins keep their value better.

Long I had lived with my own heart;

Then others came with many a fuss.

They said: “You kept yourself apart.

We wish you could have been with us.”

So did I live in vanity.

I now draw my conclusion thus.

They did but make a fool of me,

And even my death is fatuous.

I have tried all my life to keep

My footing in a whirlwind fast.

The thought is ludicrously cheap

That others’ harm matched mine at last.

The spring is good and summer, too,

But autumn better and winter best

For him who finds his last hopes through

Family hearths he knew as guest.