Diogene di Sinope: Osserva la vita con attenzione,oltre la natura e il fato che ci furono imposti

Osserva la vita con attenzione,oltre la natura e il fato che ci furono imposti: il reale tormento di questa vita è sempre l’altro, dunque chiunque ci sia dissimile per nascita e aristocrazia. La nostra condanna, mio caro Eubulo, è il dover convivere come topi con esso in una stanza chiusa, là dove non vi sono porte,aperture verso la luce e né specchi in cui potersi davvero riflettere. L’essere umano è l’unica,vera e definitiva tenebra morente di quest’universo. Non possiamo dormire,né passeggiare mano nella mano e né davvero parlare,se non in rari casi, con chi ci è accanto : si tratta di una sofferenza spesso da sopportarsi,eppure mai così abbastanza lieve da essere oltrepassata. Sappiamo bene,per esperienza,che nessun miglioramento sarà mai possibile: e,tra i deformi dello spirito, inutilmente cerchiamo scampo all’oppressione che il nostro simile ci reca, tra il tormento misto al riso amaro per chi comunque è sempre colpevole della propria falsa innocenza. Ecco: l’uomo, e noi tra e dentro di esso,eppure con le luci già tutte spente. Il dubbio di non sapere non è affatto diverso dalla sicurezza del non conoscere,ma di una cosa sono certo: discutere dell’uomo è come parlare del fine di ogni cosa, dell’uno e dell’altro ne sappiamo solo il prezzo, eppure mai il reale valore.

2 Risposte to “Diogene di Sinope: Osserva la vita con attenzione,oltre la natura e il fato che ci furono imposti”

  1. antonio della rocca Says:

    Pourquoi ?: …citazione per auto-commento: ‘L’enfer c’est les autres’

  2. antonio della rocca Says:

    Niente da fare: la Fraternité (e l’intera Storia umana lo insegna, come noto il motto durante il Regime del Terrore imposto da Robespierre: ‘Liberté, Égalité, Fraternité, la Mort’) ,e soprattutto l’ Égalité tra gli uomini. Rispondo ‘pubblicamente’ ad un commento,che pure ho apprezzato,inviatomi in maniera ‘privata’ da T. Gli esseri umani,forse sono simili tra sé, nel mostrare una fisionomia consueta di tronco,arti,cranio ed ‘ubriaca’ andatura in stazione eretta. Ma tutto finisce lì. A differenza delle opposte,e come di consueto simili, dottrine (l’una cristiana,l’altra marxista e/o comunista,che poi,storicamente,hanno prodotto ciò che hanno prodotto) vero invece è che l’uomo,forse,è simile l’uno all’altro,ma MAI UGUALE. .Esistono abissi insondabili,tra un uomo e l’altro,a volte come tra il carbone e il diamante. Se non per casi eccezionali,nessuno dunque può incontrare l’altro,o essergli vicino,oppure infine,anche semplicemente,considerarlo proprio ‘simile’. Bellum omnium contra omnes,risulta dunque un fatto legittimo,naturale,e imposto dalla ‘natura stessa delle cose’: « Polemos (la guerra) è padre di tutte le cose, di tutte re. » (Eraclito)

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