Diogene di Sinope: Disprezza e allontana,eccetto i pochi amici,da te tutti, mio caro Eubulo

Disprezza e allontana,eccetto i pochi amici,da te tutti, mio caro Eubulo: Eraclito di Efeso era solito affermare che uno è per me diecimila, se è il migliore. Non credere dunque a nessuno e non fare affidamento su alcuno ,ognuno devotamente simile soltanto per schiacciarti tra le menzogne di un tempo privo di fede e in una lotta insensata, in cui ogni gioia comunque verrà sepolta. Non provare mai pietà verso alcuno,poiché la pietà verso gli altri oltre che immeritata non è altro che durezza e tirannia verso se stessi. Si dovrebbe istituire il diritto di sopprimere in ogni modo, che sia lecito o meno, tutti coloro che osino in qualsiasi modo turbarci: tale distruzione di massa, per la sua liceità, dovrebbe figurare al primo posto nella determinazione di qualsiasi dettato ideale. L’uomo in ogni caso scomparirà,presto o tardi,di questo ne ho una convinzione assoluta,così come il ridicolo patto stretto da una stirpe maledetta,soltanto capace di professare un popolo, una terra, un dio e una patetica promessa. Esso alla fine, tale uomo, non è altro che un povero cranio nudo, una scimmia deforme già morta prima di nascere, una massa di carne che ha soggiornato per mesi in una latrina e tanto orgoglioso adesso da ritenersi degno di amarsi quanto di compatirsi. Che specchi di creta e di regni assopiti, simili al tronco e al lamento del tiglio che brama le fiamme! Eppure, eppure verso chiunque sia in cerca di asilo e conforto non bisogna provare compassione: la pietà è la voce dolce che ha solo sete di morire, e nessuno compiange difatti l’altro,se non per cogliere nei cieli una qualche sciagurata ricompensa. Mentre la sabbia,le scale dorate,i gradini nell’incanto della luce,l’olmo, il tiglio e il felino portano in sé la salvezza,l’uomo ne porta la perdizione,l’uomo porta in sé l’incurabile,te lo ripeto. Le fughe di massa,gli stermini di gruppo,è questa la laida anima del signore delle contrade,eterno prigioniero di se stesso. Non amarlo,mai, e soprattutto non provare verso di esso alcun compatimento. Non lo merita,e comunque sia non ne vale alcuna pena. Allontana dunque da te tutti, Eubulo! Guardo l’uomo: ormai tutto ciò che mi interessa non è altro che cogliere nel suo aspetto consueto di ogni giorno la morte che continua a lavorare dentro di esso. Attimo dopo attimo, in ogni infinitesimale frazione del tempo è un poco della sua vita che se ne va: e questo,da solo, è un fatto che mi riempie di gioia. Non sono mai stato affabile verso alcuno,solo perché non ho mai potuto provare,e a ragione, altro che disprezzo verso la maggioranza degli uomini. Io non amo dare consigli,lo sai,ma questa volta mi permetto un’eccezione,per l’amicizia che ti porto,e per l’affetto e nulla di più. Quando resterai senza di me, quale luce ti sarà recata da altri, quale ombra rimarrà di quanto ti ho scritto? E’ questo il mio cruccio, ma non posso del resto dirti che questo: distruggi tutto e tutti dentro di te. Non occuparti di alcun affanno legato al mondo degli uomini, ma porta dentro solo te stesso e afferma soltanto i diritti che ti sono dovuti per un’aristocrazia di nascita,anche là dove ti riterranno simile ad un sonnambulo vagante sull’orlo di un abisso. L’uomo,quello che altri dicono essere il mio simile,non contempla che ciò che pensa,e ciò che reputa,senza motivo, di essere: la sua occupazione principale è sempre comunque la distruzione, non solo di tutto ciò che lo circonda, ma anche del suo stesso simile,e che, e purtroppo,si moltiplica con tale tenacia e insistenza da aver infestato l’intero mondo visibile. Nella sollecitudine e nelle ingannevoli apparenze del suo cuore non si cela mai altro che un’insolenza molto più simile alla malizia che al sorriso puro di un’anima,che ami e che vegli. Volgiti piuttosto al cielo che arde di astri fino al mattino,e che sembra morire ogni sera in un rosato abbraccio e nei tremiti di colombe d’oro. Tutte le ricchezze di Medo e quelle di Ciro sono inutili. Chi non possiede nulla ha in genere l’opportunità di giorni lunghi. Solo il cielo aperto su di sé, la vita errante, per paese tutto il creato e per legge,soprattutto, solo e mai nient’altro che la propria volontà: non c’è altro. Con l’unica forza di cui puoi andare fiero, vivi per te stesso e solo per te stesso trova a suo tempo la dignità del morire. Senza alcun uomo accanto,in perfetta solitudine,è questa la mia promessa, abbraccerai nella carne l’onda,gli sguardi e la maschera veritiera che inebria di gioia la Bellezza senza pianto. C’è un sogno che ci sta sognando.

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