Diogene di Sinope: E come per l’uomo,non credere soprattutto mai in alcun dio

E come per l’uomo,non credere soprattutto mai in alcun dio poiché questa assente apparizione dalle teste innumerevoli altro non è che il frutto delle sue ciglia di seta,il vano orgoglio che ogni ordine e ogni potere esigono: ogni credo altro non è che figlio dell’ignoranza, e non potrebbe mai sopravvivere troppo a lungo,se privato della propria madre. Non c’è nessun dio, se non indifferente o crudele nei confronti delle proprie creature, come l’idea di una divorante infinità del desiderio, e non ce ne furono mai : nessun creatore di questa vita della quale tutti abbiamo conosciuto,o conosceremo, l’infelicità e il nulla, oltre quelle illusioni su cui la Natura ha stabilito la nostra vita, non è in alcun modo alla fine possibile. Questo essere chimerico non è mai esistito se non nella fantasia degli insensati e degli usurpatori,di chi ritenendosi il più accorto ha convinto altri di un qualche dio che santifica le catene, là dove poi il debole, abbrutito e dallo spirito ripiegato, gli ha reso ragione. Nessun essere ragionevole,lo ammetterai con me, vorrà definirlo, o presupporne l’esistenza: solo chi è privo di ogni intelletto potrebbe dar credito a un’ idea,a una fantasia così prodigiosamente contraria alla ragione. L’Uomo di Platone,  o meglio l’idea platonica di uomo ne è un esempio: eppure già Antistene,in merito, aveva chiarito ogni cosa: vedo sì il cavallo, ma non la cavallinità. Ogni fede altro non è che un capolavoro dell’arte dell’ammaestramento, poiché non ha altro scopo che addestrare l’impero disperso e ignorato da se stesso delle folle, su cosa deve e non deve pensare,credere e non credere. Anche di questo siine certo: l’ultimo dio scomparirà con l’ultimo uomo. E con esso spariranno la paura e l’angoscia, create al solo scopo di produrre divinità,non sarà mai sufficiente ripeterlo tanto spesso. Niente di nuovo,di luminoso e privo di rigori, sarà mai possibile,fino a quando l’ultima pietra dell’ultimo tempio non sarà caduta sull’ultimo sacerdote: e non ha poi alcuna importanza,mescolando la saggezza al sonno,a quale cumulo dorato di ombre e incantesimi esso appartenga. Se osserverai con attenzione te stesso farai in modo che arretrino i sogni e i deliri di cui si nutrono gli dèi: il principio e la fine di ogni cosa è il nulla, per cui è mai possibile supporre un qualche ente che non abbia limiti. L’uomo è inaccettabile,così come ogni cosa che ha creato, nell’ebbrezza del proprio sguardo nero dentro la notte suprema. Ascoltando Platone affermare che l’uomo è un pennuto senza piume gli lanciai addosso un pollo spennato: ecco il tuo uomo! Non riprendere, Eubulo, dunque una lotta insensata,non cedere ad un’autorità impaziente di condannare, la quale non ha prodotto altro che beni piccoli e mali supremi, in una dorata guaina di falsa compassione ove s’è sempre nascosto il pugnale dell’invidia e della malevolenza, ma vai da solo per la tua strada,simile ad un rinoceronte e all’incanto della luce dipinta sotto i boschi di cedro,non obliare la tua vita,quello che realmente sei nel solo mondo esistente.

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