Diogene di Sinope: L’unica,possibile libertà non può che risentire della finitezza della nostra esistenza

L’unica,possibile libertà non può che risentire della finitezza della nostra esistenza,di modo che qualsiasi cosa si faccia,si pensi o si dica non può essere altro che in contraddizione con essa : difatti qualsiasi libertà non è se non che la scelta di un attimo e che, proprio in quanto tale, non potrà che risentire di tutto ciò che la precede nel tempo, sottoposto a quanto regola immutabilmente il corso delle cose. Ne consegue che l’unica libertà data all’uomo altro non è che la capacità di accettare le leggi della necessità,così come sono e che tutte, da sempre, dominano quanto gli sia dato di conoscere. Alla fine, non esiste dunque alcuna reale libertà possibile, e l’uomo non può far altro che divenire cosciente dei propri appetiti e delle proprie passioni,senza  tuttavia mai poter conoscere le cause che li determinano. Per questo si è soliti parlare di fato,lo stato delle cose predisposto da sempre dalla Natura stessa,e a cui tutte le entità sono sottoposte. Ma ti sia chiaro questo,mio caro Eubulo: io a ciò non attribuisco alcun significato religioso,credo solo che la vera libertà altro non sia che la libera accettazione del proprio destino,designato fin dalla nascita dall’equilibrio e dall’armonia dell’universo,e al medesimo tempo dunque figlio del Caos e della Notte. Il fato,del resto si afferma, non concerne anche gli dei, a cui nessuno di essi può sottrarsi, così come Zeus stesso,l’esecutore di quanto determinato dalle necessità inevitabili? Il fato fu all’inizio immaginato cieco. Più tardi,il credo dei molti falchi bevitori di sangue, volle rappresentare le figlie di Zeus e di Temi,le Moire Cloto, Lachesi e Atropo intente a filare,con un solo occhio grazie al quale potevano vedere nel futuro spartendoselo a turno, per poi alla fine recidere lo stame della vita. E’vero: un demone non è che un demone, niente di più, eppure è anche vero che si potrebbe dire lo stesso di un qualsiasi dio. Tu sai cosa io pensi di tutto questo, poiché ogni vera libertà inizia con l’ironia e poi il disprezzo verso il proprio prossimo : cessa perciò nella speranza di poter mutare il fato attraverso vane preghiere agli dei, Ciò che deve avvenire avverrà,e quello che non dovrà essere non sarà,per quanti sforzi si facciano in un senso o nell’altro. Dubito però ,e credo a ragione, che l’uomo possa mai allo stesso tempo sopportare una lontananza dai credi religiosi e una totale libertà politica; se non avrà alcun credo, bisogna allora che serva e, se è libero, che creda,poiché in genere chi pretende la libertà, poi non sa di cosa farsene. La vera libertà è niente altro,infatti, che un’illusione menzognera,legata al tempo e al luogo. Propizia al dormire si spezza sempre,prima o dopo, come le lacrime amare su di un tronco mutilato,dal desiderio inevitabile prosciugato nella calura di un ruscello inaccessibile. Accettare la vita senza credi,senza sogni e senza lacrime,accettare la vita così come essa è,e non altrimenti: è questo il mio augurio per te e poi, niente altro,se non il conoscere privo di eccessi, di urne e di estasi ammutite, per cui ogni cosa si rivelerà ineluttabilmente nel Tempo.

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