Diogene di Sinope: Il potere,il matrimonio e ogni possesso vanno aboliti

Il potere,il matrimonio e ogni possesso vanno aboliti,volevo dirti ancora di questo: al di sopra di qualsiasi autorità, poiché già ognuno è in sé nient’ altro che un ordine senza imposizioni e alcuna gerarchia che possa mai realmente sovrastarlo. Anche, e a volerlo, la semplice disobbedienza di un singolo individuo sarebbe bastevole a questo: l’amore patrio è difatti sempre ingannevole, laddove separa tra di loro gli individui ponendo gli interessi degli uni contro gli interessi di tutti gli altri. Nessuno ha bisogno di leggi, qualunque esse siano: famiglia,patria,ogni credo ed ogni esercito non sono che gelide e mute ombre simili a fantasmi nella cenere confusa di notte, e dei disastri trepidanti per una sorte già certa. In genere la vera follia é piuttosto rara nei singoli individui, eppure diviene la regola nei gruppi e nei popoli di ogni epoca. Rigettando del tutto ogni corruzione e male morale, mi riferisco al mondo come al solo equivalente di membri sociali,e perciò di storia,e dunque a niente d’altro che a uomini che l’hanno posta in essere. Ciò che risulta utile e desiderabile è difatti un modello che non è mai conosciuto da altri, e per di più simile alla vita stessa multiforme e mutevole: ogni valore umano non è perciò per alcuna ragione assoluto,e non potendo essere tale non potrà dunque mai essere considerato superiore all’individuo reale. Ricordo che una volta ero intento a mangiare un piatto di lenticchie. Uno dei sofisti che vennero a trovarmi al solo scopo di mettere nel dubbio i miei eccessi, mi apostrofò con finta benevolenza dicendomi: se tu imparassi a compiacere un pò di più il re, non avresti bisogno di mangiare sempre pane e lenticchie. Lo guardai senza affetto,senza la simpatia verso chi,pur assoggettato e come un errore ingannevole, ritiene di sedere su falsi altari abbacinati da colombe d’ oro: se tu e voi imparaste a mangiare pane e lenticchie, gli risposi solo,non avreste bisogno di compiacere il re. Ogni potere, autorità e gerarchia,non importano le parole con cui si mostrino tra labbra spezzate di foglie secche e già ineffabili, non possono dunque che offrire una libertà e una giustizia illusorie, poichè sono fondati proprio sul contrario della libertà e proprio sul contrario della vera rettitudine. Qualsiasi incantesimo politico è simile all’enormità di un frutto maturo di cui se ne maledica il morso: e qualsiasi vera libertà non può perciò che negare qualsiasi forma di governo. Le decisioni valgono solo per chi le accetta,e mai l’uno può decidere per l’altro: ma su questo, Eubulo, poiché le mie mani sono nude per il Tempo e si inarca la carne stanca delle mie spalle, tornerò in seguito. Tutto si muove e tutto sembra cercare l’ordine: questo parlare è un compito importante,e bisogna innalzarlo sino ai più dei profondi recessi,fino al maggiore dei segreti concepibili, poiché ogni governo sull’uomo da parte dell’uomo non altro è che la suprema forma di schiavitù, senza mai eccezione: chiunque si proponga la conquista del potere è solo una varietà nell’apparenza forse differente dell’assolutismo,ma ad esso poi del tutto identica. Chiunque,per gelosia o vendetta,per punizione o l’accecamento del furore, si metta al mio posto con il fine di governarmi è un usurpatore ed un tiranno: ed io in quanto tale, lo proclamo e lo ho sempre proclamato dunque mio eterno nemico.

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