Diogene di Sinope: Che altro mi resta da dire,come al fanciullo che giurò vendetta e senza sdegno diede fuoco alla casa paterna?

Che altro mi resta da dire,come al fanciullo che giurò vendetta e senza sdegno diede fuoco alla casa paterna? Il cigno è bianco: lo è eppure anche l’airone. E’inutile separare l’acqua dal latte poiché bevendone, il cigno sa riconoscere sempre come distinguere il latte dall’acqua che vi si è mescolata. La corda di Eros è formata da una fila di api,e da essa ne scaglia cinque dardi. Non mi dilungherò per molto: per cinque bastoni che hanno bocca e non parlano, che hanno occhi e non vedono, per i cinque bastoni,sulla follia, che non si turbano nel dolore e non esultano nella gioia, in quell’uomo nei quali occorrono il coraggio, la prudenza e la fermezza in tutti i sensi. Il migliore è per quasi ognuno figlio del caso, di stirpe inanimata ed effimera, del tutto irraggiungibile: mille volte meglio per esso non essere mai nato, non essere niente,ma se nato allora niente altro che il morire al più presto. Io,mio caro amico, dal canto mio cercherò solo di renderti una notte simile a quella d’autunno, dai cento raggi nella luna piena:  poiché il solo respirare non è sufficiente al vero vivere. Traghettato da tempo nell’oceano dell’esistenza ti dirò brevemente,ben sapendo che tutto è privo di consistenza, di fondamento e di giustificazione : una lampada ad olio brilla sempre tra le tenebre,ma mai alla luce piena del sole.

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