Come non morirò

Non morirò in un letto,divorato da una leucemia o attratto nelle tenebre da una dosa eccessiva di barbiturici in una sorta di muliebre attesa. Non morirò neppure facendomi tranciare  la testa e gli arti da un treno in corsa,o più semplicemente per un colpo di pistola alla testa: il sangue mi ripugna,e ritengo sia l’ultima espressione del cattivo gusto di una vita che,dopotutto, non merita tanto. Ma bisogna pur morire,in un modo o nell’altro,e prima o poi,o no? Il meteorismo di Michel, sotto il  tiglio di Boileau e senza la vecchia Bugatti,potrebbe essere,e lo è pensandoci con i giusti riflessi, una soluzione ragionevole. ANTONIO DELLA ROCCA

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