Non è possibile morire due volte nella stessa vita

Ma e alla fine,perché poi porsi problemi eccessivi intorno all’opportunità,o soluzione che sia,del suicidio? ‘Un tempo, davanti a un morto’,scriveva Cioran:’ mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo’. Ed ancora: ‘Essere in vita ? improvvisamente sono colpito dalla stranezza di questa espressione, come se essa non si applicasse a nessuno’.Difatti,almeno nella stessa vita, a nessuno è dato di morire per due volte allo stesso tempo. La massa muscolare posta nella cavità toracica,è vero,batte ancora e l’apparato circolatorio sembra ancora funzionare, al momento: ma io,e lo ho detto,sono già morto. Di più: appena nato,ero già morto,solo per la differenza di qualche infinitesimale intervallo temporale.’ Appena adolescente, la prospettiva della morte mi gettava nell’angoscia; per sfuggirvi mi precipitavo al bordello o invocavo gli angeli. Ma con l’età ci si abitua ai propri terrori’,mi piace,e voglio ancora citare Cioran:’ non si fa più niente per liberarsene, ci si imborghesisce nell’Abisso. E se ci fu un tempo in cui invidiavo quei monaci egiziani che scavavano le loro tombe per versarvi lacrime, oggi scaverei la mia per non lasciarvi cadere altro che cicche’. Potrei suicidarmi o meno,ma l’atto non cambierebbe nulla,se non per un’anticipazione di quello che è Ineluttabile: da qui,e per concludere,la posizione che,nel merito,ritengo profondamente errata del buddhismo (per non citare il cd.’cristianesimo’ religione ‘capolavoro dell’arte dell’ammaestramento di animali, perché addestra la gente su cosa deve pensare’). Non la speranza, visto che il ‘peccato’ contro la speranza: ‘il più mortale di tutti, e forse quello accolto meglio, il più carezzato’,in sé si è estinta,ma ogni desiderio: io,personalmente,non voglio e desidero più nulla. Sono un albero morto,solitario in una brughiera coperta di neve e dentro una notte senza stelle. Cosa e dunque ,ancora la vita,dono divino del nostro Padre celeste (e a maggior ragione frasi e parole del mio ‘simile’),potrebbe ancora apportarmi,di nuovo? Antonio Della Rocca

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