Vedete?

Vedete? Il Male vince sempre. E’ come nel gioco d’azzardo: prima o poi,ed è solo questione di tempo, il Banco non può mai perdere. Il calcolo probabilistico non è in questo caso una teoria matematica,ma solo un’assunzione dei fatti. Non sono un ‘satanista’,per la semplice ragione che,non credendo in alcun dio,non posso neppure credere a qualche suo eventuale antagonista. Per Male non intendo dunque una qualche ‘entità’ trascendente e ipotetica,ma semplicemente ciò che è connaturato (ed intrinseco) alla natura e condizione umana (ed universale,almeno per quella porzione che,dell’universo,ci è dato di conoscere): nascita,vecchiaia,malattia e morte. Non è necessario fare della ‘teologia’ per questo,poiché Esso è evidente a chiunque,e del tutto immanente. Comunque si mutino i fattori (in senso reale: i ruoli,di volta in volta ricoperti sul palcoscenico umano, e della vita),il risultato non cambia.’Il trionfo finale è sempre del bene sul male’,si noti,come qualcuno ha scritto:’ e non del male sul bene, e che il male è per un tempo mentre il bene è eterno’. Cosa,per chi sappia riflettere,significa: trionfo ‘finale’? E soprattutto: cosa è ‘eterno’?,dal momento che non si può far altro che misurare spazio e tempo(in questo caso) che sulla base di ciò che ci è fornito dai cinque sensi e dalla mente ad essa correlata?……….’Un po’ più smaliziati,se si vuole,e abusando dei lumi acquisiti,non diranno forse con l’angelo Jesrad di Zadig,che non c’è alcun Male…..non aggiungeranno a questo,di loro iniziativa,che essendo la somma dei mali uguale a quella dei beni nella struttura imperfetta di questo mondo malvagio è essenziale per il mantenimento dell’equilibrio che ci siano tanto i buoni quanto i cattivi,e che di conseguenza diventa indifferente al piano generale che il tale o talaltro sia buono o cattivo etc.’(Marchese De Sade. JUSTINE O. GLI INFORTUNI DELLA VIRTU’). Eppure,si vorrebbe andare ancora oltre: chi è ‘buono’, e chi ‘cattivo’? La vita e la storia, historia Magistra vitae, insegnano che non ci sono,mai, affatto degli ‘esseri umani buoni’,e quando lo sono,solo così appaiono,e solo (a ben ‘scavare’ nella realtà delle cose,poiché a dirla con Cioran vinti dall’ Incurabile) per un qualche ed unico proprio ritorno. Secondo,e a ragione, Morandotti: ‘L’uomo possiede la capacità di distinguere tra bene e male e la facoltà di non tenerne conto’. Ma se il Male,è immanente ed onnipresente,perché dunque tener conto,di un suo tanto ipotetico quanto non esistente contrario? Antonio Della Rocca

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