Nietzsche: Che cosa è aristocratico? 282

– « Ma che cosa mai ti é occorso? – « Non lo so, disse esitando; — forse le Arpie sono volate al disopra del mio tavolo – Avviene oggi talora, che un uomo pieno di moderazione e di ritegno sia preso improvvisamente da pazzia furiosa, al segno di spezzare i piatti, di rovesciare il tavolo, di gridare e dare in escandescenze, d’ingiuriare tutto il mondo, — e si ritiri finalmente in un canto, vergognoso, infuriato contro sé stesso — in un canto perché? Per morir affamato? Per restar soffocato dalla memoria? – Chi prova i desideri di un’anima elevata é scrupolosa nello scegliere e di rado trova apparecchiato il suo desco, preparato l’alimento di cui ha bisogno, correrà in tutti i tempi un grande pericolo: ma oggidì il pericolo é grande oltre ogni dire. Vedersi travolto da un’epoca chiassosa e plebea, con la quale egli non si sente di poter dividere il pasto, è facilissimo ch’egli perisca di fame o di sete — e quando, puta caso, abbia trovato il coraggio d’ « assaggiarne »- perisca d’una nausea subitanea. – Noi tutti probabilmente ci siamo trovati seduti a certi deschi che non facevano per noi; e precisamente i più spirituali tra noi, che sono i più difficili ad essere sfamati, conoscono molto bene quella « dyspepsia » pericolosa che nasce da un subitaneo accorgersi della cattiva qualità del cibo e della società che ne circonda – la nausea al dessert.

4 Risposte to “Nietzsche: Che cosa è aristocratico? 282”

  1. ssschiele Says:

    Più passa il tempo, più mi rendo conto che Nietzsche ha scritto veramente di tutto, trattando con sagacia e fine intelligenza qualsiasi argomento. Sto preparando un esame di Filologia su un testo la cui citazione iniziale è tratta dall’ “Aurora”. Devo dire che ho iniziato a studiare con una motivazione in più.

  2. adierre Says:

    Finalmente qualcuno che sappia apprezzare Nietzsche, dopo tutte le strumentalizzazioni (umane, e fin troppo umane),da parte di regimi di destra (nazismo compreso e gli ‘spiritualisti’ alla Heidegger,il più deforme tra i deformi teologici contemporanei),gli ‘eminenti’ studiosi di fenomenologia e i vari ‘esistenzialisti’ (ossia gli ‘atei’ alla Sartre in una brodaglia intellettualoide pseudo-marxista) nella ‘sinistra’! Da Il crepuscolo degli idoli : C’è bisogno di educatori che siano essi stessi educati, spiriti superiori, aristocratici, comprovati a ogni istante, comprovati dalla parola e dal silenzio, culture divenute mature, dolci – non dei tangheri addottrinati che il liceo e l’università offrono oggi alla gioventù come fossero “balie di grado superiore”. Personalmente,l’universitas (in minuscolo) e i suoi ‘titoli accademici’ non mi sono serviti a nulla,se non quali modelli culturali da rigettare ‘in toto’. Auguri,a te,comunque, (ma) con una considerazione tratta dall’”Aurora” di Friedrich Wilhelm: Io non so assolutamente quel che faccio! Non so assolutamente quel che devo fare! Hai ragione, ma non dubitare: tu vieni fatto! In ogni attimo. L’umanità in tutti i tempi ha scambiato l’attivo con il passivo, è il suo eterno svarione grammaticale.

  3. ssschiele Says:

    Ti ringrazio per le ulteriori citazioni che, non c’è neanche bisogno di sottolinearlo, calzano perfettamente. Soprattutto quella tratta dall’ “Aurora” – scandiscono i minuti di queste quotidianità.
    Amare e disilluse sono invece le parole che rivolgi al tuo percorso universitario. Devo ammettere, almeno per il momento, che non ho mai ricevuto un’istruzione degna di esser definita tale, nonostante abbia frequentato il più prestigioso liceo pubblico di Roma. L’ambiente universitario è un ambiente strano, confusionario, delirante, molte volte insoddisfacente, sicuramente non può essere considerato uno spazio per l’affermazione delle proprie qualità. Ma, nello stesso tempo, non nascondo che molti professori hanno sensibilmente contribuito, nel corso di questi due anni, a sollecitare la mia curiosità per la conoscenza, a indirizzare (meglio) le mie ricerche verso campi più produttivi.
    D’altronde, sono sicura che alla fine di questo mio percorso mi ritroverò ad occupare una professione assolutamente incoerente rispetto a quanto approfondito in questi tempi. Ma almeno lo farò con una diversa consapevolezza. E, sicuramente, con la soddisfazione d’aver esaurito (almeno in parte) il mio bisogno di conoscenza.

  4. adierre Says:

    Beata Giovinezza! (e beate le sue Illusioni, qui senza ironia e meno che mai sarcasmo: ciò che Tu sei,io sono stato,una volta,e ciò che Io sono,tu sarai,un domani,non troppo lungo perché,lo vedrai, il Tempo ti scorrerà,tra gli occhi,le ossa e le dita con una velocità impressionante…). La gioventù sorride senza ragione (Wilde). È una delle sue grazie maggiori. Se è vero,come è vero che la gioventù è un errore il mio augurio è,per Te, di non lasciarla troppo presto. Sii giovane,fino alle rughe e al disfacimento estremo di questo povero corpo,di questo miserabile sacco di riso e di ossa. Questo,il mio sincero e affettuoso augurio. Sei una persona cara,ma non scrivermi più,perché (anche se ti porterò nel cuore) non ti risponderò ulteriormente:’ Si dice che la giovinezza è l’età della speranza, appunto perché in essa si spera confusamente qualcosa dagli altri come da se stessi – non si sa ancora che gli altri appunto sono altri. Si cessa di essere giovani quando si distingue tra sé e gli altri, quando cioè non si ha più bisogno della loro compagnia’ da Il mestiere di vivere.

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