Nietzsche: Che cosa è aristocratico? 281

– E mi si crederà? Ma io esigo, che mi si creda; io ho pensato sempre poco e male a me stesso, e soltanto in casi molto rari, per forza, e senza grande entusiasmo, sempre pronto ad allontanare il pensiero da « me » stesso, senza fede nel risultato in virtù di una invincibile diffidenza contro la possibilità della conoscenza di sé stessi, la quale mi ha ridotto al punto di sentire persino nel concetto « conoscenza immediata » una contradictio in adjecto: questo é quanto di più certo io mi sappia sul mio conto. Ci deve essere in me una specie di ripugnanza, di credere qualche cosa di determinato sul mio conto. — Forse in ciò si nasconde un enigma? Probabilmente, ma fortunatamente non é per i miei denti. – Forse esso tradisce la specie cui appartengo? — Ma non la tradisce a me; e di ciò sono molto lieto.

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