Bonne nuit. Tra nobiltà e Aristocrazia: l’ Invidia (o del giudice Selah Lively)

Per comprendermi,bisogna aver letto quanto ho scritto (altrimenti,ogni cosa non è che flatus vocis) ,e riportato in precedenza. Il  ‘peccato’ nella tradizione giudaica, e poi, cristiana,oltre alla ‘durezza di cuore’ (intesa,si noti bene, NON come ‘indifferenza’ al dolore di tutte le creature, MA come ‘incredulità’ (Marco 16:14; Romani 2:5), ossia il rifiuto,esplicito e VOLUTO, ‘di ravvedersi e di credere alle promesse di Dio’,ex Salmo 95:8; Ebrei 3:8-15: 4:7),annovera tra i cd. ‘sette peccati capitali’, l’Invidia. Anche se paradossale,forse,e solo in questo caso, l’’iconografia classica presenta correttamente tale miserabile vizio (il più comune,ritengo, ed ‘inoffensivo’ tra i primati bipedi,soprattutto se di sesso femminile) nell’immagine di una donna vecchia zoppa e gobba, nel momento di strapparsi dei serpenti dai capelli per poi gettarli contro tutti gli altri. Se,personalmente, proprio (e se proprio) devo avere un ‘difetto teologicamente rilevante’,un vizio (e credo sia l’unico) sicuramente direi che esso sia l’Ira (forse,e solo se lo vorrò,mi dilungherò,su questo argomento,in futuro) ,l’avversione profonda verso ‘alcuni’ individui e ‘alcune’ (mistificanti,qualunque ne sia l’origine) idee da essi ‘professate’. Ma (e parlo sempre tra me e me: tra me stesso e il mio Spirito) che io sappia,o ricordi,non ho mai,in nessun istante della mia vita, provato qualcosa che rassomigliasse,anche lontanamente,all’Invidia. E non per una qualche (vera o presumibile che sia), nobiltà innata, ma solo perché,ho da sempre ritenuto che qualsiasi condizione umana,anche la più elevata, fosse anche quella (per leopardiana memoria) di un Μέγας Ἀλέξανδρος, e dunque realisticamente, impossibile da ‘invidiare’. Tra nobiltà,per statuto giuridico  e perpetuazione in via ereditaria, e Aristocrazia vi è un abisso infinito: la morale dello schiavo e dell’Aristocratico per Nietzsche ha un significato ben preciso e,come per l’Invidia,ad esso rimando senza dilungarmi oltre.’ Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità’,e cito ancora La Rochefoucauld, amando solo me stesso,e parlando solo per me stesso, e nessun altro, che comunque mai mi ha interessato, :’è l’essere nati senza invidia’. Antonio Della Rocca

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