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Picasso e Braque

28 luglio 2008

La scoperta del cubismo analitico, un percorso,almeno per alcuni anni, in comune, eppure, alla fine, due destini di notorietà del tutto diversi. Nei primi anni del secolo appena trascorso, tra polemiche,spesso anche violente, di critica e di pubblico, la cultura artistica si avviò ad un enorme sconvolgimento insieme teorico e tecnico, scavalcando in un brevissimo periodo la visione, certa e non contrastabile, della tradizione occidentale ritenuta dal Rinascimento in poi.A partire dall’opera di Cézanne subentra la consapevolezza che ognuno non è mai statico dinanzi agli oggetti che lo circondano, e che al contrario si muove nello spazio, creando in questo modo una sintesi tra la moltitudine di immagini che l’occhio gli fornisce; Qualunque ne sia il livello culturale o di preparazione specifica, ognuno è a conoscenza,almeno per il solo nome, di Pablo Picasso, e sa che egli è, e a ragione, considerato uno dei maestri della pittura del novecento.Eppure pochi, o forse troppo pochi, conoscono di Braque, il pittore e scultore francese, che assieme a Picasso fu l’iniziatore del cosiddetto movimento cubista. Sta di fatto che, tra il 1909 e il 1914, i progressi,le intuizioni e le realizzazioni nell’arte plastica di Braque e Picasso furono favoriti da una proficua amicizia : da essa nacque una del tutto nuova visione del concetto pittorico, attraverso oggetti scomposti e sia attraverso l’effrazione dei piani scenici,visione meglio nota come cubismo analitico.

Il cubismo analitico (fase che ha,appunto, inizio nel 1909) è comunemente indicato come la prima elaborazione del cubismo,il cui precursore fu Paul Cézanne, per il tramite della scomposizione geometrica (attraverso l’utilizzo delle forme ‘del cono, del cilindro e della sfera’) e cromatica della scena (attraverso l’uso del cosiddetto ‘colore puro’), e secondo un processo conosciuto come analitico-induttivo.Ripudiando l’uso,comunque ancora sostanzialmente tradizionale, che Cézanne faceva del colore, Picasso spostò l’attenzione, anche perché fortemente influenzato dalla scultura e in genere dall’arte africana, sulla sintesi volumetrica, vale a dire sulla sintesi di movimenti nell’unico istante rappresentato.Il dipinto emblematico del cubismo, Les demoiselles d’Avignon del1907 ( in cui due figure sulla destra del dipinto sono ispirate da oggetti d’artigianato africano), fu la più tipica espressione di queste premesse, che porteranno poi molto presto al cubismo sintetico (1912-1913) con l’arrivo di Juan Gris sulla scena artistica.. Nelle composizioni di questi anni vengono spesso inseriti frammenti di carta, carta da parati, carta di giornale i quali vengono riportati sulla tela,mentre cubisti come Juan Gris arrivarono ad utilizzare tecniche quali il collage e il papier collè.Picasso ,in seguito, e in linea con una sorta di ‘ritorno all’ordine’ (come del resto molti artisti europei degli anni ‘20; tra cui Giorgio de Chirico e gli aderenti al movimento del neoggettivismo) produsse lavori di evidente stile neoclassico,e poi ancora altri da ascriversi all’influenza del surrealismo.I presupposti teorici e tecnici alla base del cubismo analitico vennero invece portati avanti con logica conseguenzialità da artisti come Georges Braque, il quale, nel 1910, con la sua opera ‘La mandola’ raggiungerà il sorprendente risultato,come è stato detto, di una sorta di visione binocolare sull’unica superficie della tela. In seguito,nello sforzo di rappresentare volumi sempre più complessi per riprodurli in ogni loro angolazione, l’arte di Braque divenne sempre più criptica e indecifrabile, tanto che, nell’autunno del 1911, egli introdusse nei suoi quadri segni maggiormente riconoscibili, come le lettere e le cifre stampate (emblematica,in questo senso,la creazione ‘Le Portugais’ del 1911). L’anno successivo, in linea con certi esperimenti di Juan Gris, Braque approcciò la tecnica del collage che gli consentì di creare una sintesi di elementi formalmente diversi attraverso la dissociazione delle forme e dei colori.La proficua collaborazione tra Braque e Picasso si interruppe nel 1914, quando Braque fu chiamato alle armi. Attraverso la via aperta dagli impressionisti e dai fauves nella direzione dell’abolizione della prospettiva classica, il movimento cubista abbandonò il concetto dell’unico punto di vista e della collocazione statica delle cose nello spazio, a favore della scomposizione e della fusione da prospettive diverse di piani diversi. Esso fu un movimento artistico evidentemente d’avanguardia e di rottura con la tradizione, che generò movimenti analoghi in musica e letteratura, una visione del tutto nuova e senza più alcuna relazione con le limitative leggi spazio-temporali della tradizione. Un movimento fondamentale per l’arte moderna .Picasso e Braque, si diceva : la scoperta del cubismo analitico, un percorso in comune ma ,alla fine, due destini di notorietà del tutto diversi. A parte ogni valutazione soggettiva, potrebbe diventare un argomento interessante di discussione : come spiegare,in modo plausibile, la diversa fortuna tra Les demoiselles d’Avignon e ‘La mandola’, o più in generale tra un nome, quello di Picasso,a tutti noto, e Georges Braque? Picasso è considerato una delle più grandi figure della pittura del ventesimo secolo: ma Braque, e con esso Fernand Léger e Juan Gris? Picasso conosceva e frequentava i quartieri di Montmartre e Montparnasse, annoverando tra le sue amicizie nomi come André Breton, Guillaume Apollinaire e Gertrude Stein.Potrebbe diventare un argomento interessante di discussione: fu determinante il solo talento, oppure, a differenza di Van Gogh e Cézanne, la fortuna, le conoscenze, spesso volute e strumentali, e lo stesso imponderabile vi ebbero un ruolo decisivo?

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