Negli orecchi i frantumi di un accaldato ballo
E dal Nord – più canuta della neve – una nebbia
Dal volto di cannibale assetato di sangue
Masticava gli insipidi passanti.
Le ore incombevano come un volgare insulto,
Incombono le cinque e sono poi
Le sei – ci sta a guardare dal cielo una canaglia
Maestosamente come un Lev Tolstoi.