
Archivio per Febbraio 2009
The Visitation After the Sermon, 1888
28 Febbraio 2009Donatello in mezzo alle fiere: Gauguin e le prime Bestie Feroci
28 Febbraio 2009Dopo l’articolo 3): ‘ Mi dedicherò esclusivamente alla mia Arte e alla mia Solitudine, in quanto negazione di ogni dio’ e il suo correlato art:5):’ Non intratterrò più alcun rapporto con Critici, Mercanti d’Arte e Agenti Letterari,già espulsi sotto forma del bolo dopo un’adeguata stimolazione dell’intestino e della giunzione esofago-gastrica, di solito accompagnata da nausea e difficoltà alla deglutizione’ concernenti i dieci buoni propositi per l’anno in corso ,riporterò adesso,dopo Matisse (e per quanto detto,relativamente alla ‘prima fase di apprendimento risalente ad alcune vite fa…’).,qualche immagine tratta da Gauguin,il pieno di debiti,il depresso,il salvato dal suicidio per arsenico,il sifilitico,il morfinomane e alcolizzato. ‘Formatosi, dalla metà degli anni Settanta, nell’Impressionismo, si distaccò dall’espressione naturalistica accentuando progressivamente l’astrazione della visione pittorica, realizzata in forme piatte di colore puro e semplificate con la rinuncia alla prospettiva e agli effetti di luce e di ombra, secondo uno stile che fu chiamato sintetismo o cloisonnisme, al quale rimase sempre fedele pur sviluppandolo durante tutta la sua vita e portandolo a piena maturità nelle isole dei mari del Sud, quando egli si propose il tema di rappresentare artisticamente l’accordo armonico della vita umana con quella di tutte le forme naturali, secondo una concezione allora ritenuta tipica delle popolazioni primitive. I pittori nabis e i simbolisti si richiamarono esplicitamente a lui, mentre la libertà decorativa delle sue composizioni aprì la via all’Art Nouveau, così come il suo trattamento della superficie lo rese un precursore del fauvismo e la semplificazione delle forme fu tenuta presente da tutta la pittura del Novecento’. Gauguin (voglio,per adesso,soffermarmi solo su questo) in uno schizzo. inviato nel febbraio 1898 a Daniel de Monfreid, aveva rappresentato i simboli cristiani della croce e del pesce, che nel dipinto poi esposto al Salon di Parigi nel 1890, furono in effetti del tutto assenti : ’avendovi invece rappresentato chiari simboli buddhisti, come la dea Hina, che richiama le statue del Buddha, il daino che richiama il bassorilievo del tempio di Borobudur, nel quale Buddha è rappresentato come re dei daini e il fiore di loto’. In merito egli redasse ‘L’Église catholique et les temps modernes’, un esplicito attacco alla Chiesa cattolica, accusata di ‘falsificazioni e imposture’, in quanto traditrice dello spirito originario del cristianesimo. Nel periodo Hiva Oa (1901 – 1903) Gauguin scrisse in lingua maora Te Faruru, ‘Qui si fa l’amore’, Soyez amoureuses, vous serez heureuses (Siate innamorate, sarete felici), Soyez mystèrieuses (Siate misteriose), Père Paillard (Padre Licenzioso), Thérèse, allusione ai costumi non irreprensibili del vescovo Martin e della sua perpetua Teresa per ’ribadire la sua polemica contro il cattolicesimo’, prima frequentando e poi ritraendo il sacerdote indigeno Haapuani ’costretto a esercitare di nascosto i suoi culti e la moglie Tohotaua’.Allo stesso tempo la religione cristiana vi venne ’satireggiata nella figura dagli artigli e i tratti volpini’ ( I Racconti barbari Tohotaua). Poco più tardi,riporto testualmente : ‘Egli denuncia un gendarme, tale Guichenay, accusandolo di favorire il traffico di schiavi e questi lo denuncia a sua volta, accusandolo di calunnia e di sovversione. Il 31 marzo 1903, il tribunale multa e condanna Gauguin a tre mesi di prigione. Non sconterà la pena: la mattina dell’ 8 maggio il pastore protestante Vernier lo trova morto, disteso nel suo letto’. Subito dopo:’ Il vescovo Martin, accorso alla notizia, si preoccupa di distruggere quelle opere che giudica blasfeme e oscene (sic!): poi assolve la salma e gli concede una sepoltura senza nome (doppio sic!) nel cimitero della chiesa della missione’. Pochi nativi assistettero alla sua sepoltura, del resto ben presto dimenticata. La sua tomba fu ritrovata solo venti anni dopo, e su di essa fu posta una lapide con la semplice scritta: ‘Paul Gauguin’. Inutile aggiungere altro alla sua arte straordinaria,come alla sua esistenza terrena,anche per i dati inerenti facilmente attingibili da ognuno. E inutile dire,alla fine, che il movimento dei fauves, attivo fino al 1908, comprese molti artisti e Bestie Feroci (tra cui Derain e Vlaminck) dei quali il più famoso fu,per l’appunto, anche un certo Henri Émile Benoît, entrato nel corpo a Le Cateau-Cambrésis nel 1869,e poi finalmente uscitovi,a Nizza,alla metà del novecento
Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?, 1897
28 Febbraio 2009
Una breve nota a margine per alcune considerazioni tratte da La Genealogia della Morale
28 Febbraio 2009Qualche articolo fa ho accennato ad Ezechiele Ramin,comboniano, vittima di un’imboscata preparata da sette jagunços,assoldati e armati dai fazendeiros. Non me ne pento,e non ritraggo nulla sul rispetto (ed anche amorevole pietà umana,se si vuole) verso la sua persona. Ma questo,e affinchè sia ben evidente non nega, al medesimo tempo, quanto ponderato e più volte espresso in precedenza. Come più volte,e reiteratamente affermato, non è mia intenzione entrare nel merito di valutazioni ‘umane’,anche e perché,ancora oggi, ritenute fin ‘troppo umane’ ( e per intanto una premessa incidentale,a proposito di amore e di ben altra tolleranza cattolica : Tommaso di Torquemada, tra l’altro,per la direzione dell’ Inquisizione, e primo motore nell’espulsione degli ebrei, nel solo 1483, processo’ ben 17000 persone, di cui 2000 furono poi arse vive). Mi limiterò dunque solo a riportare dei fatti,oggettivi,e riscontrabili da ognuno,sempre e purchè dotato di un minimo della necessaria discriminazione (sempre e purchè,dunque,nella consapevolezza,per dirla con Russel che il vero problema dell’umanita’ e’ che gli imbecilli sono sempre molto sicuri, proprio laddove gli intelligenti,insomma i nobili e gli aristocratici, da intendersi in senso intellettuale e non,naturalmente,sociale,sono pieni di dubbi). Tali fatti,del resto,appartengono alla ‘storia’,ad una certa storia verificabile del pensiero,e sono perciò attingibili,oltre moralistiche censure,e strumentali prese di posizione,da parte di chiunque. Gilles Deleuze,per entrare nello specifico, definì la ‘Genealogia della morale’ come la chiave di volta per interpretare tutti gli aforismi che compongono ‘La volontà di potenza’, opera della massima importanza, pubblicata nel 1887. Nietzsche qui vi afferma, all’inizio, che non vi erano prima i forti e poi sono subentrati i deboli. L’umanità è, in realtà, stata sempre composta di forti e di deboli: i forti che appaiono deboli e i deboli che vogliono sembrare forti. Come iniziò dunque , in un tale contesto, l’idea di ‘morale’?. E’ necessario,in prima premessa, partire dal significato generalmente attribuito alle parole, del resto tutto generiche,di ‘buono’ e di ‘cattivo’. Il filosofo inizia così una vera e propria ricerca morale e le sue conclusioni sono che: essa non si origina dal giudizio fatto negli ambienti degli schiavi e dei deboli, al contrario, questa si sviluppa negli ambienti dei nobili e degli aristocratici,dei forti. I deboli, sono molti: ecco dunque che il loro odio (dovuto ad una sorta di complesso di inferiorità) aumenta, e poichè sono la gran massa,essi finiscono con l’organizzarsi in un modo o nell’altro e in una qualche maniera. Ma,alla fine,chi sono questi, coloro che guidarono la battaglia contro i forti, i nobili e gli aristocratici? Sì, in effetti, essi furono secondo Nietzsche proprio gli ‘ebrei’, i quali inventarono un certo dio,un dio giudaico, che era dalla loro parte, e che addirittura si fece poi carne fino a guidare la loro laida rivolta di straccioni e inetti. San Paolo (ebreo anch’esso,e della peggiore specie, è bene ricordarlo) fu il massimo rivoluzionario in questa guerra di perdenti. Bisogna ritrovare quindi nel ‘risentimento’ le cause dell’odio del debole verso il forte…. Le aquile,infatti, amano gli agnelli perché sono saporiti mentre gli agnelli odiano le aquile chiamandole cattive!… L’eterna contraddizione degli ebrei (realtà che ha attirato su di essi l’odio,il disprezzo e la persecuzione,in ogni tempo e luogo) , afferma dal canto suo P.Roth, è che vogliono integrarsi e vogliono stare fuori, che sostengono di essere diversi e dicono di non essere diversi, ma che poi ,alla fine di ogni sofisma, affermano nei fatti e nella prassi che ognuno ha torto, tranne loro. Non è forse scritto nel Deuteronomio,testo tra i più immondi di cui la storia scritta abbia traccia: quando il Signore vi avra’ data la vittoria su di un popolo, sgozzate tutti senza risparmiare un solo uomo, e non abbiate pieta’ per nessuno? Ci sono tanti massacri ed orrori nella bibbia, si è detto,e a piena ragione, compiuti per volere o in nome di un ipotetico dio, che viene facile pensare che questo dio sia stato concepito e creato ad immagine e somiglianza di una certa stirpe,come popolo, gruppo parentale ed etnico, e non viceversa. E’ un fatto che le caste religiose,ebraiche o meno, siano niente altro che istituzioni chiuse in se stesse, con l’unico scopo dell’auto-conservazione,ed è un fatto che un’opinione,anche se ampiamente condivisa, non sia affatto una garanzia che non sia,al medesimo tempo, completamente assurda: ecco il punto, parlare di dio o di anima,come fa qualsiasi religione, significa in altri termini discutere sul ‘niente’, e quando si parla di ‘niente’ si puo’ affermare allora qualsiasi cosa,tutto e il contrario di tutto. Se il Cristo,dunque,per rimanere nella traccia di una medesima tradizione semitica (coloro che abitavano ever a Jarden, ‘al di là del Giordano’), era anche dio, come fu possibile che tale dio lo avesse abbandonato sul Calvario: in altri termini con chi se la prendeva,e a chi si rivolgeva questo fantomatico Unto dal Signore? Con se stesso,forse? A latere è interessante,al proposito, commentare forse la cosa con un’ affermazione di Bacone:: ‘Colui al quale in un santuario venivano mostrati quadri appesi come voto da gente scampata ad un naufragio, a chi lo incalzava di domande se non riconoscesse la potenza degli dei, chiese a sua volta: ‘Dov’e’ il ritratto di coloro che pur avendo fatto il voto, sono morti ugualmente?’. Cristo e tradizione ebraica (a partire da Eber e i propri figli abitanti il territorio della Mesopotamia) ,ossia una fucina di idoli,un miscuglio ritenuto,da chi sa pensare senza imposizioni, fatto solo di paura e di ignoranza: ‘Non mi stupisco tanto dei miracoli di Gesù quanto dell’ incredulita’ degli ebrei di fronte ai suoi miracoli, se questi davvero erano stati tanto sensazionali’. E sempre secondo una constatazione illuminista, oggi più che mai attuale:’ Ogni setta, di qualunque genere sia, e’ uno schieramento del dubbio e dell’errore. Non esistono sette in geometria: non si dice mai, un ‘euclidiano’, un ‘archimedista’. Quando una verita’ e’ chiara, e’ impossibile che ne nascano partiti e fazioni. Non si e’ mai disputato se c’e’ luce a mezzogiorno’. La tesi è antica,e o si pensa oppure si crede. La Religione, figlia della Speranza e della Paura, spiega all’Ignoranza l’Inconoscibile: o dio vuole togliere il male da questo mondo, e non lo puo’, o lo puo’ e non lo vuole; o non lo vuole nè lo puo’; o finalmente lo vuole e lo puo’. Se lo vuole e non lo puo’, e’ un caso di impotenza, il che sarebbe contrario alla natura di questo ridicolo fantoccio denominato dio; se lo puo’ e non lo vuole, e’ pura malvagita’, il che sarebbe ancora di piu’ contrario alla sua natura,in quanto definito a priori come summum bonum. Se non lo volesse nè lo potesse, sarebbe crudeltà e impotenza insieme; e se infine lo vuole e lo puo’ (il solo di questi casi che possa convenire ad una certa idea di Essere Supremo), da dove ha allora origine allora il male che e’ sulla terra? Insomma e alla fine,appurato che teologi e preti sono come le scimmie,le quali piu’ salgono in alto e piu’ mostrano il culo.: ‘Dio è morto; ma considerando lo stato in cui si trova la specie umana, forse ancora per un millennio ci saranno grotte in cui si mostrerà la sua ombra’.Dopo essere venuto a contatto con un uomo religioso, affermava l’autore della Genealogia, sento sempre il bisogno di lavarmi le mani: ogni qualvolta lo sento predicare di morale, mi sento rivoltare lo stomaco per la nausea e il disgusto….Tornando alla premessa: ’L’Inquisizione, dichiarata Santa da Santa Romana Chiesa come lo sono state le Crociate, anche se nei fatti esisteva già dagli inizi dell’anno 1000, fu ufficialmente riconosciuta e legittimata sotto Papa Gregorio IX nel 1215 allorché la sua gestione fu affidata all’ordine dei domenicani fondato da Domenico da Guzman (anche lui santo) il quale perseguitò gli eretici con un cinismo tale da essere ricordato dalla storia come uno dei più sanguinari carnefici di tutti i tempi’. Ma non basta,perché al suo stesso interno, sotto Papa Benedetto XII (beatificato), Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati francescani, furono arsi vivi per predicare la povertà di Cristo (Venezia 1337),e stessa sorte toccò a Parma per Donna Oliva anch’essa perché seguace di S. Francesco. Inutile,del resto,dilungarsi oltre. Come dunque non condividere pienamente una conclusione tra le altre: ‘Anche se qualche prete,e in maniera del tutto eccezionale, puo’ avere delle qualita’, quasi tutti indistintamente hanno un grande difetto: quello di esistere’?
Paul Gauguin: Il Cristo giallo, 1889
28 Febbraio 2009