Dopo Braque e Picasso, e un ‘certo’ TERZO, anche su incitazione di un amico, riporterò a breve,ed integralmente, un articolo di Antonella Randazzo. La scelta,e dunque la sfida, non è casuale, oltre a quanto di interessante il testo stesso contiene. A ben considerare,tra i due temi non vi è una vera e propria soluzione di continuità: il momento centrale rimane la manipolazione, vale a dire l’utilizzo di strategie detentive e acquisitive anche se, come in questo contesto, e ovviamente, nell’ambito di due tematiche solo in apparenza differenti.
Ho scritto, a suo tempo, ALCUNE CONSIDERAZIONI CIRCA LO STATO,LA FAMIGLIA,LA DONNA E LA RELIGIONE., a nome di Antonin Nalpas, parole che si possono leggere sul mio sito, a fondo pagina, sotto la voce SEZIONI.
Oltre le evidenti differenze formali (qui ne ‘La dittatura perpetua’ in un assetto,direi, riflessivo, di genere saggistico,e quasi diffusivo), vi trovo, solo un’unica pecca evidente, la mancanza vale a dire di riferimento al cd. potere religioso,di ogni genere e tipo, potere che non è certamente da meno di quello ‘politico’,e che,anzi, ne è spesso la sorgente, sia come impostazione strutturale, e sia come effettivo elemento determinante per opzioni e modelli di rigidità istituzionale. Similia cum similibus: papi e re ( ed oggi,per citare Woodson:, riportato dalla Randazzo: “Quando si controlla il modo di pensare di un uomo non c’è bisogno di preoccuparsi delle sue azioni. Non c’è bisogno di dirgli che non deve stare in un determinato posto e deve spostarsi altrove: sarà lui stesso a trovare il proprio posto e a restarci. Non c’è bisogno di dirgli di entrare dalla porta di servizio (CFR. A LATERE QUANTO CITATO)… tanto che se la porta di servizio non esiste ci penserà lui stesso a costruirla, perché l’educazione che ha ricevuto glielo impone”….e,si sa, il principio inconscio agisce ‘SEMPRE’) ,del resto,non sono sempre andati d’accordo?…